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LA TEORIA DEL VUOTO
Il
vuoto può essere definito come una pressione inferiore a quella
atmosferica. Al
livello del mare, la pressione atmosferica è solitamente di 1013 mbar. Ogni
pressione inferiore a questo valore rappresenta un vuoto. Ciò
che accade in effetti all’interno di un sistema nel quale si vuole
creare il vuoto consiste nella evacuazione delle molecole d’aria all’interno
del circuito. Le
due tipologie di applicazione esistenti sono: circuito a tenuta
(ermetico) e circuito con perdite (poroso). In un circuito a tenuta,
la riduzione della densità delle molecole in esso contenute causa una
diminuzione della pressione assoluta del gas residuo, originando il
vuoto. Per
ottenere il vuoto in un circuito con perdite occorre rimuovere un
numero di molecole d’aria superiore a quelle che sono in grado di
rientrare nel sistema.
TERMINOLOGIA
La
terminologia utilizzata nel campo del vuoto deve essere corrente sia
nel caso dei sistemi
elettromeccanici che ad aria compressa. Solo parlando la stessa lingua
si possono fare paragoni reali. I
più importanti termini da comprendere e da utilizzare nello sviluppo
di un circuito di vuoto
sono:
VuotoLa
pressione od ogni pressione inferiore a quella atmosferica. Come
detto precedentemente, al livello del mare la pressione atmosferica è
solitamente di 1013 mbar (millibar); ogni pressione inferiore a questo
valore viene definita vuoto.
PortataLa
velocità di evacuazione della pressione atmosferica all’interno di
un sistema, oppure la quantità d’aria che fluisce attraverso una
pompa. Di
solito viene misurata in un min. (lt. al minuto). La
portata determina anche la capacità di compensare eventuali perdite.
La velocità di evacuazione è inversamente proporzionale al grado di
vuoto.
Portata Aria LiberaDetermina
la quantità di
aria evacuata
ad una pressione pari a quella atmosferica. Il
termine viene spesso utilizzato dai costruttori di pompe a vuoto per
indicarne le caratteristiche. Questo
dato spesso può confondere poiché non indica le prestazioni ai
diversi gradi di vuoto. La
portata d’aria libera può essere paragonata alla cilindrata di un
motore che dice poco a riguardo delle sue caratteristiche di
efficienza e prestazioni.
Grado di VuotoIl
termine definisce il livello di pressione all’interno di un
circuito, che viene solitamente misurato in kPa (kilo Pascal). Il
gradi di vuoto determina la forza di sollevamento di una ventosa, o la
quantità di atmosfera residua. L’aumento
del grado di vuoto corrisponde ad una diminuzione della velocità di
evacuazione.
Aria CompressaLa
fonte di energia che alimenta una pompa a vuoto del tipo ad eiettori.
L’aria compressa è paragonabile all’elettricità che alimenta una
pompa a vuoto elettromeccanica.
Questa
viene prodotta da un compressore, e distribuita mediante delle
tubazioni.
Pressione dell’Aria CompressaLa
pressione dell’aria compressa viene misurata in bar. Le
prestazioni ottimali di una pompa ad aria compressa si ottengono
mediante il bilanciamento tra la pressione erogata dal compressore e
la pressione di funzionamento richiesta.
Tempo di Evacuazione
Il
tempo che intercorre per evacuare un dato volume d’aria ad un grado
di vuoto prestabilito.
Consumo di Energia
La
quantità di energia espressa in hp, kW, 1/min che una pompa a vuoto
necessita per generare il grado di vuoto desiderato.
Forza di Sollevamento
La
capacità di sollevamento di una ventosa determinata mediante il
rapporto tra la pressione e l’area della superficie di contatto.
Volume
L’area
totale di un circuito comprendente tutti gli spazi nocivi inclusa l’area
di applicazione.
Questi
rappresentano i termini più importanti utilizzati nel caso di
applicazioni di vuoto.
GRADI DI VUOTO
Il
vuoto viene solitamente suddiviso in tre aree applicative, che
dipendono dal grado di vuoto richiesto.
Basso Vuoto
Solitamente
impiegato in tutte quelle applicazioni dove è necessario un elevato
flusso d’aria. In
questo segmento solitamente vengono utilizzate delle pompe
elettromeccaniche del tipo a girante. La serigrafia sui tessuti
rientra tra le applicazioni tipiche che necessitano di un basso grado
di vuoto.
Vuoto IndustrialeCon
il termine vuoto industriale si intende un vuoto compreso tra 20 e 99
kPa. Questo range comprende la maggior parte delle applicazioni. Il
vuoto industriale viene utilizzato dalla manipolazione alla
termoformatura.
Vuoto di ProcessoTrattasi
di un grado di vuoto superiore a 99 kPa. Solitamente l’unità di
misura utilizzata è il Torr. Il flusso di aspirazione è minimo e le
applicazioni di tipo scientifico comprendono simulazioni spaziali.
Il
più alto livello di vuoto raggiunto sulla terra si discosta
notevolmente dal valore di vuoto assoluto che rimane un valore
puramente teorico. Anche nello spazio e quindi in assenza di atmosfera
vi è una minima presenza di atomi.
Prodotti del vuoto
POMPE
Sebbene
esistano diversi modi per creare il vuoto, in questa sede tratteremo
esclusivamente le “pompe” ad aria compressa ed elettromeccaniche.
Pompe ad Aria CompressaLe
pompe a vuoto definite solitamente come generatori di vuoto,
utilizzano il principio di Bernulli basato sull’esistenza di una
relazione tra pressione e velocità: l’alta velocità di un fluido
(come aria o acqua) corrisponde ad una bassa pressione e viceversa.
Venturi a Singolo StadioI
generatori di vuoto ad aria utilizzano questo principio che consiste
nell’iniezione di aria compressa all’interno di un ugello conico
chiamato eiettore. L’aria compressa, attraverso l’ugello conico
raggiunge una velocità supersonica ( a ) che attira delle molecole a
bassa pressione. La
pressione atmosferica esterna (b) fluirà, cercando di riportare il
sistema in equilibrio. Il mix di aria compressa passante l’eiettore
e l’aria a pressione atmosferica esterna fluiscono attraverso lo
scarico (a + b). Il
grado di vuoto che un eiettore può raggiungere dipende dalla
configurazione dell’eiettore. La maggiore riduzione della sezione
dell’ugello porta ad un aumento della velocità che corrisponde ad
una riduzione di pressione,
Venturi Multi Stadi
Il
generatore di vuoto definito come multi stadi o multi caratteristica
utilizza dei multipli di eiettore. L’aria
compressa immessa nella pompa (1), attraversa il primo eiettore
(ugello di Laval). Le migliori prestazioni dovute al maggior numero di
stadi con relativo eiettore (3) consentono di ottimizzare i rendimenti
della pompa. Ogni stadio (A,B,C,D) è in grado di raggiungere un
diverso livello di vuoto. Quando
la pressione presente nello stadio comune (4) a causa dell’azione
combinata dei vari eiettori (5) raggiunge un valore superiore all’eiettore
di riferimento causa la chiusura in sequenza delle singole membrane in
gomma (7) lasciando aperto solo lo stadio dell’alto vuoto (8). L’atmosfera
esterna (6) fluisce attraverso lo stadio comune nel tentativo di
riequilibrare la pressione nel sistema. L’aria compressa (1) e l’atmosfera
esterna (6) si miscelano fluendo attraverso lo scarico (1+6).
Unità Multi StadioIl
processo precedentemente descritto viene eseguito in millesimi di
secondo, e si ripete di continuo con l’aumentare od il diminuire del
grado di vuoto, a seconda delle perdite del circuito.
Confronto
tra Singolo Stadio e Multi Stadio Da
valutare in questo tipo di confronto il consumo di aria compressa. Per
le pompe a singolo stadio, il rapporto tra consumo e portata d’aria
aspirata non è mai superiore a 1:1 e non è raro incontrare eiettori
con rendimenti pari a 2 0 3:1. Storicamente questo ha portato ad una
considerazione di inefficienza del sistema. La
pompa multi stadi sfrutta invece l’energia cinetica dell’aria
compressa abbinata ad ugelli di Laval che attraversando una serie di
eiettori opportunamente dimensionati permette una espansione graduale
dell’aria. In
questo caso il rapporto tra consumo e portata d’aria aspirata
risulta mediamente tre volte più efficiente con un rendimento pari a
3:1. Grandi
variazioni anche per il livello di rumorosità di 90 decibel per il
singolo stadio che nel caso del multi stadio viene ridotto a valori
compresi tra 55 e 75 dBA ( confrontare nella sezione tabelle quella
relativa ai livelli di rumorosità).
Pompa Elettromeccanica
Questo
tipo di pompa dispone solitamente di un motore elettrico ma può anche
essere dotato di un motore a combustione interna. La
pompa elettromeccanica sfrutta il principio di funzionamento del
compressore in senso inverso prelevando l’aria da un volume chiuso,
immettendola in ambiente. Esistono
tre versioni di pompe elettromeccaniche disponibili sia nella versione
a secco che lubrificata.
Pompa a Canale Laterale
Trattasi
di una pompa che sfrutta il principio di funzionamento inverso del
ventilatore, La
pompa a canale laterale consente di raggiungere elevate portate d’aria
con un basso livello di vuoto. Tra le applicazioni comuni possiamo rilevare l’evacuazione di fumi (ventilazione) e la manipolazione dei tessuti.
Pompa a Palette
La
pompa a palette viene largamente utilizzata nel settore industriale.
Le lamelle fissate all’albero motore ruotano ad elevata velocità.
Durante la rotazione attraverso una feritoia viene intrappolata e
trascinata dall'’aria, creando il vuoto alle sue spalle. Le
feritoie generalmente in carbonio richiedono tolleranze estremamente
limitate. La versione monostadio raggiunge un grado di vuoto di 90 kPa mentre quella a due stadi di 99 kPa.
Prodotti del vuoto
Pompa a Pistone
L’oscillazione
generata dal pistone consente lo spostamento interno dell’aria.
Rispetto alle altre pompe elettro-meccaniche risulta essere più
silenziosa, compatta e leggera. Utilizzata
solitamente in applicazioni dove non è richiesta una grande portata d’aria. La
versione monostadio raggiunge un grado di vuoto di 85 kPa mentre
quella a due stadi di 95 kPa. La
scelta tra una pompa a secco o lubrificata dipende dal tipo di
applicazione.
La
pompa a secco si utilizza in applicazioni dove la presenza di nebbie e
vapori d’olio non è tollerata. Richiede una minore manutenzione e
non necessita di continui rabbocchi di olio.
La
pompa lubrificata richiede una maggiore manutenzione ma offre come
vantaggio un maggior grado di vuoto dovuto alla tenuta creata dal
lubrificante. Può operare a basse temperature e le parti soggette a
minore usura e corrosione hanno una durata superiore del 50%.
VENTOSE
La
ventosa aderisce alla superficie di un oggetto nel momento in cui la
pressione esterna circostante (pressione atmosferica) è maggiore
della pressione esistente tra la ventosa e la superficie dell’oggetto. Al
fine di creare una bassa pressione all’interno della ventosa, quest’ultima
può essere collegata ad una pompa di vuoto. La forza di sollevamento
della ventosa dipenderà dal grado di vuoto raggiunto dalla pompa e
dalla sua capacità di compensare le perdite.
La
ventosa rappresenta un sistema efficace, semplice ed economico per la
movimentazione di oggetti con forma e superficie estremamente
variabile. La
ventosa può essere
piana, ovale, conica, a soffietto con la possibilità di aggiunger
accessori tra cui valvole e filtri. Ogni ventosa nasce con l’obiettivo di soddisfare una particolare applicazione di vuoto.
Ventosa Piana
Ventosa
utilizzata per la movimentazione di lastre ed in quelle applicazioni
dove la forza di sollevamento è parallela al piano di presa. I
rinforzi interni favoriscono la stabilità e rendendola idonea per la
manipolazione di oggetti pesanti.
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